Artworks nella musica: There is a hell, believe me, i’ve seen it, there is a hell, let’s keep the secret

Artworks nella musica oggi approfondisce i lavori artistci appartenenti ad un album molto particolare, già a partire dal titolo “There is a hell, believe me, i’ve seen it, there is a hell, let’s keep the secret”, che sembra più uno scioglilingua che un titolo per un album; loro vengono da Sheffield e si chiamano Bring Me The Horizon, spesso abbreviati in BMTH. Cominciata la loro carriera musicale nel 2004, si sono contraddistinti nei loro primi tre album (compreso questo) da sonorità metalcore, grindcore e death metal. Invece negli ultimi due album (datati 2013 e 2015) hanno cambiato progressivamente genere, arrivando all’alternative metal. Tornando indietro a There is a hell, believe me…. l’album è uscito nel 2010, e a differenza dei primi due lavori in studio, quest’ultimo è stato accolto molto bene dalla critica musicale. L’alternanza del metalcore a melodie ambient ha reso questo album un gran successo, classificandosi al primo posto in diversi paesi, con il singolo di punta It Never Ends. Il titolo dell’album descrive perfettamente la copertina che analizziamo, una persona con due personalità, un corpo con due anime. C’è l’inferno, l’ho visto credimi (There is a hell, believe me, i’ve seen it) è rappresentato dalla parte sinistra, mantello nero, bruciature e lesioni sulla pelle ed un coltello in mano. C’è l’inferno, mantieni il segreto (there is a hell, let’s keep the secret) è rappresentata dall’altra metà, pulita e con il mantello bianco. Inoltre si possono notare le chiavi e la serratura che sottolineano che abbiamo le chiavi dell’inferno ma non possiamo dirlo a nessuno. Questo è “There is a hell, believe me, i’ve seen it, there is a hell, let’s keep the secret”.