Artworks nella musica analizza il lavoro di una band di cui abbiamo già parlato: Bring Me The Horizon. Il loro ultimo lavoro in studio si chiama That’s The Spirit (2015). A livello di sound e di vendite ha avuto l’arduo compito di portare avanti quanto fatto dal precedente Sempiternal , album con la quale la band di Sheffield si è allontanata dalle sonorità metalcore e deathcore approdando ad un metalcore ricco di elettronica. L’evoluzione è stata portata avanti e definita dagli stessi “totale” , sia a livello di sound (ricorda molto i Linkin Park, basi elettroniche, chitarre e batterie martellanti, strofa tranquilla e ritornello urlato; non a caso è la band preferita dal cantante Oliver) che di testo.

L’album ha ricevuto commenti positivi dalla critica, eleggendolo come disco rock dell’anno, la fan base si è un pò divisa, ma alla fine è anche questo lo scopo di una band, dividere i consensi. Il cambiamento è avvenuto e l’evoluzione della band si è vista anche a livello visivo, di layout, di grafiche, di copertine. Fino al 2013 i BMTH sono stati famosi per le loro copertine album e dei singoli abbastanza cruente, creative e molto complesse. Segue esempio..

I Bring Me The Horizon versione 2015/2016 sono diversi. Infatti That’s the Spirit presenta una grafica flat, lineare, semplice ma ricercata. L’attenzione ai dettagli è incredibile. La copertina è completamente nera con scritta grigia con riflessi, ma è il lavoro dentro il cd che sorprende, un gioco di vernici e e pennellate da capogiro. Il simbolo dell’album è un ombrello da cui scendono delle gocce d’acqua, impatto impressionante. Complimenti! Gli artworks per le canzoni estratte come singoli seguono la via della semplicità. Grafica MINIMALE vettoriale.

I BMTH sono semplicemente il simbolo dell’evoluzione completa. A voi i commenti!

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